Il London Dry Gin è senza dubbio una delle tipologie di gin più celebri e diffuse al mondo, riconosciuta ufficialmente dal regolamento europeo come una delle categorie principali del distillato. Ma cosa lo rende così particolare, e come si differenzia dalle altre famiglie? Vediamolo.
Un po' di storia
Nonostante il nome, il London Dry Gin non indica una provenienza geografica: non deve essere prodotto a Londra, e oggi si distilla in tutto il mondo. Indica invece un metodo di produzione, sviluppatosi in Inghilterra nel XIX secolo.
La tecnica nasce dall'esigenza di ottenere un gin più puro e pulito rispetto ai distillati rustici e spesso approssimativi che circolavano in precedenza, soprattutto durante la "Gin Craze" del XVIII secolo — un periodo che abbiamo raccontato nella storia del gin. Con il miglioramento delle tecniche di distillazione, il London Dry si affermò come il simbolo del gin secco e raffinato, e diventò la base ideale per i classici della miscelazione.
Come viene prodotto il London Dry Gin
La produzione parte da un alcol neutro, di solito derivato da cereali, con una gradazione minima del 37,5% vol come richiesto dal regolamento europeo. A questo alcol vengono aggiunte le botaniche, che cedono i loro aromi durante la distillazione.
Le botaniche principali comprendono naturalmente le bacche di ginepro, che devono restare il sapore dominante, accompagnate da coriandolo, radice di angelica, scorze di agrumi e altre erbe aromatiche. Il punto chiave è che l'aroma deve arrivare tutto dalla ridistillazione: dopo il processo non sono ammesse aggiunte di aromi, e lo zucchero è limitato a quantità minime. È da qui che viene il carattere secco, senza dolcezza residua.
Cosa lo distingue dalle altre famiglie
Rispetto alle altre categorie previste dal regolamento europeo e agli stili diffusi sul mercato, il London Dry si riconosce per quattro tratti.
- Assenza di zuccheri aggiunti. A differenza dell'Old Tom Gin o degli aromatizzati come lo sloe gin, il London Dry è rigorosamente secco.
- Metodo di distillazione tradizionale. Le botaniche cedono gli aromi durante la distillazione, non vengono aggiunte dopo.
- Ginepro dominante. È il tratto che lo separa dai New Western Dry Gin e dai contemporanei, dove altre botaniche possono prendere il sopravvento.
- Gradazione minima del 37,5% vol, come per tutte le categorie di gin.
Il quadro completo delle categorie — Gin, Distilled Gin e London Gin — e delle famiglie storiche fuori regolamento sta nella nostra wiki del gin.
Come si beve: miscelazione e degustazione
Il London Dry è estremamente versatile, e la sua pulizia aromatica lo rende adatto sia ai cocktail classici sia alle miscele più recenti.
- È la scelta più sicura per il Gin Tonic, dove il distillato deve mantenere il proprio carattere senza farsi coprire dagli altri ingredienti — e dove anche il bicchiere incide più di quanto si pensi.
- Funziona benissimo in Martini, Negroni e Tom Collins, dove la qualità del gin è esposta e si sente. Trovi tutti i grandi classici a base di gin nella guida dedicata.
- A differenza di molti gin aromatizzati, regge bene anche liscio o con ghiaccio, dove le sfumature botaniche hanno spazio per uscire.
London Dry o aromatizzato: quale scegliere
Non è una gerarchia, è una scelta di profilo. Il London Dry offre precisione e affidabilità: è il distillato che non tradisce mai in miscelazione. Gli aromatizzati offrono invece un'identità più marcata, costruita attorno a un ingrediente caratterizzante.
GIN NIRO, per essere chiari, non è un London Dry: appartiene alla famiglia degli aromatizzati, perché è costruito attorno all'infusione di zibibbo siciliano proveniente da un'isola di origine vulcanica. È proprio in quella categoria — Flavoured Gin — che nel 2026 ha ottenuto la Medaglia d'Argento ai World Gin Awards. Se stai costruendo un bar di casa, i due profili non si escludono: si completano. Per orientarti tra le opzioni c'è la guida ai profili del gin artigianale.
La bottiglia è qui: 70 cl, spedizione gratuita in Italia.
